McLaren domina con strategia
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Nel Gran Premio della Cina, la gomma Hard è stata una delle protagoniste più sorprendenti dell’intero fine settimana. Mentre Oscar Piastri e Lando Norris portavano a casa una storica doppietta per la McLaren – la cinquantesima nella storia del team di Woking – dietro le quinte, il vero colpo di scena si giocava sulla scelta delle mescole. La gomma Hard, inizialmente considerata opzione secondaria, si è rivelata la chiave di volta per numerose strategie vincenti, influenzando in modo decisivo l’andamento della gara.
Mentre i riflettori erano puntati sul trionfo di Piastri e sul terzo posto di George Russell, l’analisi post-gara ha mostrato quanto le decisioni legate alla gomma Hard abbiano inciso sull’esito finale. Le parole di Mario Isola, direttore motorsport Pirelli, hanno confermato che questa mescola, in versione C2 rinnovata per il 2025, ha mostrato prestazioni notevoli su stint lunghi, con degrado contenuto e graining minimo.
La gomma Hard cambia le carte
Fin dalla partenza era chiaro che qualcosa di insolito stava prendendo forma. Ben 17 piloti avevano scelto la mescola Medium, mentre solo Lance Stroll e Oliver Bearman avevano optato per la gomma Hard nel primo stint. Ma con il passare dei giri, e l’evidente stabilità offerta da questa mescola, molte squadre hanno ricalibrato la propria strategia, scegliendo un’unica sosta e montando proprio la gomma Hard per andare fino in fondo.
Emblematico il caso di Gabriel Bortoleto, costretto a una sosta precoce al primo giro e poi autore di uno stint lunghissimo proprio sulla gomma Hard, prima di effettuare un secondo cambio. Anche piloti esperti come Hamilton e quelli della Racing Bulls hanno optato per una doppia sosta, ma gran parte della griglia ha sfruttato al massimo la resistenza e la costanza della gomma Hard fino alla bandiera a scacchi.
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Prestazioni solide e costanti
Un altro dato significativo è stato il comportamento termico della gomma Hard. Secondo quanto dichiarato da Mario Isola, l’asfalto cinese ha mostrato un’evoluzione notevole durante il weekend, permettendo alla C2 di esprimere un potenziale che nei test precedenti era rimasto in parte nascosto. A differenza della Medium, più soggetta al graining sull’asse anteriore, la gomma Hard ha garantito una performance costante e prevedibile, elemento cruciale su un tracciato esigente come quello di Shanghai.
Il confronto diretto tra le strategie ha evidenziato differenze anche nei tempi sul giro: piloti come Albon e Alonso sono riusciti a mantenere un ritmo competitivo fino alla fine con la gomma Hard, dimostrando quanto questa scelta possa rappresentare un vantaggio tattico anche per chi parte dal fondo.
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Una scelta che fa scuola
Il GP della Cina ha dimostrato come la comprensione del comportamento delle mescole, in particolare della gomma Hard, sia diventata fondamentale in Formula 1. Non si tratta più solo di velocità pura, ma della capacità di leggere l’evoluzione della pista e adattare l’assetto per sfruttare ogni decimo disponibile. Il caso McLaren, con una perfetta gestione delle gomme e una strategia impeccabile, è un esempio da manuale.
Il prossimo appuntamento a Suzuka metterà nuovamente alla prova i team, ma è molto probabile che la gomma Hard torni a essere una protagonista silenziosa ma determinante. E chissà che non sia proprio questa mescola a regalare altre sorprese nel cuore della stagione.