GP Australia 2026: Venerdì per Ferrari e Mercedes

Il venerdì di prove libere ha offerto ai tecnici e ai piloti della Scuderia Ferrari un quadro ricco di spunti, seppur ancora preliminare, in vista del prosieguo del weekend. Nel paddock, l’attività della Rossa è sempre sotto una lente d’ingrandimento, e le prime due sessioni non hanno fatto eccezione, delineando strategie e primi accenni di prestazioni. Durante la FP1 mattutina, Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno inaugurato il loro programma di lavoro concentrandosi sulle gomme Medium. È stata una fase di rodaggio, utile a prendere le misure della pista e a verificare il bilanciamento iniziale delle vetture. I primi riferimenti cronometrici si sono attestati su 1’21”698 per Leclerc e un leggermente più rapido 1’21”227 per Hamilton, entrambi dopo aver completato 16 giri. A metà sessione, la scuderia di Maranello ha optato per il passaggio alla mescola Soft, la più performante sulla carta. Qui, i tempi si sono abbassati significativamente, con Leclerc che ha dimostrato un’ottima confidenza sul giro secco, fermando il cronometro su un promettente 1’20”267. Hamilton, pur migliorandosi, ha fatto segnare 1’20”736, evidenziando un divario che sarà interessante analizzare. Verso la fine del turno, l’attenzione si è spostata sulla simulazione del passo gara, con Lewis Hamilton che ha caricato carburante per affrontare un long run utilizzando le stesse gomme Medium impiegate all’inizio della sessione, un test cruciale per valutare il degrado e la costanza. In termini di chilometraggio, Charles Leclerc ha coperto un totale di 33 giri, mentre Lewis Hamilton si è fermato a 30, per un computo complessivo di 63 tornate per la squadra. La FP2 pomeridiana ha visto la Ferrari proseguire il suo meticoloso programma di raccolta dati, completando la valutazione di tutte e tre le mescole Pirelli a disposizione per il weekend. Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno iniziato la sessione con pneumatici Hard, la mescola più dura, fondamentale per comprendere il comportamento delle vetture sui long run e in ottica gara. Hamilton ha subito mostrato un buon feeling con la gomma più resistente, segnando un 1’20”637, mentre Leclerc ha registrato un 1’21”478, suggerendo una diversa curva di adattamento alla mescola dura. Successivamente, entrambi i piloti sono passati nuovamente alle Soft per un’altra simulazione di giro veloce. Qui, Lewis Hamilton ha saputo spremere il massimo dalla mescola, registrando un eccellente 1’20”050, il miglior tempo per la Rossa del venerdì. Charles Leclerc ha risposto con un solido 1’20”291, dimostrando ancora una volta la sua velocità, seppur leggermente alle spalle del compagno di squadra in questa specifica fase. Gli ultimi minuti della sessione sono stati dedicati interamente alla preparazione della gara, con entrambe le vetture che hanno caricato carburante per effettuare una sequenza di giri con le gomme Hard già utilizzate, un banco di prova fondamentale per l’analisi del passo gara e della gestione del degrado in condizioni di serbatoio pieno. Al termine della giornata, Lewis Hamilton ha percorso 32 giri, mentre Charles Leclerc ne ha completati 34, per un totale di squadra di 64. Il bilancio di giornata per la Ferrari è quello di un lavoro intenso e metodico. Leclerc ha mostrato lampi di velocità pura, soprattutto sul giro singolo con le Soft, mentre Hamilton ha evidenziato una notevole consistenza e un’ottima capacità di estrarre performance da tutte le mescole, in particolare nei long run. La scuderia di Maranello ha raccolto un’enorme mole di dati su bilanciamento, aerodinamica e comportamento degli pneumatici, che ora saranno analizzati minuziosamente dagli ingegneri. Le sensazioni sono positive, ma il vero potenziale della SF-24

Il ruggito dei motori è tornato a farsi sentire all’Albert Park di Melbourne, inaugurando la stagione 2026 con un banco di prova cruciale per tutti i team. E per il team McLaren Mastercard, questa prima giornata di prove libere ha offerto un quadro a tinte alterne, culminato però con un lampo di ottimismo: Oscar Piastri in testa alla classifica nelle FP2. Un risultato che, se da un lato accende l’entusiasmo dei tifosi e del team, dall’altro non può oscurare le nubi passeggere legate a problemi di affidabilità riscontrati in entrambe le sessioni. La MCL40 ha mostrato sprazzi di velocità pura, ma la strada per comprenderne appieno il potenziale, in vista delle qualifiche e del Gran Premio d’Australia, è ancora lunga e tortuosa. L’agenda del team era chiara fin dall’inizio: massimizzare il numero di giri per i piloti e, soprattutto, imparare a gestire al meglio la nuova complessa architettura energetica introdotta dai regolamenti 2026. Un compito arduo, come dimostrato dall’inizio non proprio idilliaco. Oscar Piastri ha dovuto fare i conti con fastidiosi problemi di calibrazione della power unit già nelle FP1. Un inconveniente che, sebbene risolto nel corso della sessione, ha rappresentato una preziosa lezione appresa sul campo, fornendo dati vitali mentre il team continua ad approfondire la propria conoscenza delle nuove e intricate unità motrici. Nonostante un programma di run inevitabilmente compromesso, l’australiano è riuscito comunque a chiudere la sessione mattutina in una rispettabile sesta posizione, un segnale incoraggiante della sua capacità di adattamento. Ben più sostanziosi sono stati i grattacapi tecnici che hanno afflitto la vettura di Lando Norris nelle FP1. Il giovane britannico ha segnalato cambi di marcia bruschi, un problema che ha richiesto un intervento immediato. I meccanici hanno tentato una diagnosi rapida nel garage, ma la complessità del guasto ha costretto il team a fermare la vettura a venti minuti dal termine della sessione. Un problema al controllo della trasmissione, che ha reso necessaria la sostituzione o la riparazione del cambio, per evitare di compromettere ulteriormente il programma di prove nel pomeriggio. Un duro colpo che ha relegato Norris alla diciannovesima posizione finale, complicando non poco la raccolta dati iniziale. Le FP2 hanno fortunatamente offerto un quadro più sereno, sebbene Lando Norris abbia nuovamente incontrato qualche difficoltà minore all’inizio della sessione pomeridiana. Tuttavia, il britannico è riuscito a rimettersi in carreggiata, completando un significativo numero di giri e dedicandosi a un lungo stint negli ultimi venticinque minuti, fondamentale per la comprensione del comportamento della vettura con il pieno carico di carburante. Ha concluso la sessione in una solida settima posizione, recuperando terreno prezioso. Oscar Piastri, invece, ha vissuto una FP2 decisamente più fluida e senza intoppi, esprimendo soddisfazione per un feeling con la vettura decisamente più costante rispetto alla mattinata. Il suo unico tentativo in modalità “Quali-sim”, sfruttando il massimo potenziale della vettura con poco carburante, gli ha permesso di staccare un tempo eccezionale, mettendosi in tasca un vantaggio di ben due decimi sul resto del gruppo. Un segnale chiaro delle ambizioni del team per il sabato. Ora, gli ingegneri di Woking e la squadra in pista saranno immersi nell’analisi dei dati per tutta la notte. Ogni megabyte di telemetria verrà scrutinato alla ricerca di ulteriori opportunità di miglioramento. Le decisioni sull’assetto della vettura per le qualifiche di domani saranno cruciali e determineranno la traiettoria del weekend di gara della McLaren. Le prime impressioni sono contrastanti, ma il potenziale, specialmente quello espresso da Piastri nelle FP2, è innegabile. La McLaren è in lizza, ma il lavoro per affinare la MCL40 e domare le nuove power unit è appena iniziato.

Il sipario si è alzato sulla stagione 2026 di Formula 1 e l’Albert Park di Melbourne ha accolto le prime, attesissime, sessioni di prove libere. Un’era nuova, definita da regolamenti tecnici rivoluzionari, ha visto l’Atlassian Williams F1 Team scendere in pista con una line-up di piloti di grande calibro: l’ormai veterano Alex Albon e il nuovo arrivato, Carlos Sainz, chiamato a portare esperienza e velocità in un team in costante crescita. Le prime uscite, come spesso accade con vetture appena nate da un foglio bianco, non sono state prive di insidie, ma hanno offerto spunti preziosi per gli ingegneri di Grove. Il venerdì australiano si è aperto con la FP1 e i classici “teething problems” che accompagnano ogni debutto. Alex Albon, nel suo primo stint significativo con la FW48, è stato costretto a fermare la sua vettura a bordo pista verso la fine della sessione, un imprevisto che ha interrotto il suo programma e limitato le sue possibilità di registrare un giro pulito. Parallelamente, Carlos Sainz ha trascorso gran parte della FP2 ai box, con il team impegnato in una meticolosa indagine su un problema tecnico, presumibilmente legato a uno dei complessi sistemi della nuova power unit o all’aerodinamica radicalmente rivista. Questi intoppi, sebbene frustranti nell’immediato, sono parte integrante del processo di affinamento di una nuova monoposto e offrono ai tecnici una mole di dati cruciale per comprendere i limiti e le idiosincrasie della vettura. Nonostante le difficoltà, il bilancio del chilometraggio è stato incoraggiante. I due piloti Williams hanno completato un totale di 54 giri nella FP1 e ulteriori 40 nella FP2, fornendo agli ingegneri quasi 100 tornate di dati da analizzare. Questo è un tesoro inestimabile, specialmente in un contesto di nuovi regolamenti, dove ogni informazione può fare la differenza nella comprensione delle prestazioni e dell’affidabilità. Nella prima sessione, Sainz ha dimostrato fin da subito un’ottima integrazione con la vettura, chiudendo il suo primo approccio al circuito di Melbourne con un promettente 1:22.323 che lo ha posizionato al 12° posto. Albon, chiaramente penalizzato dal suo stop in pista, ha comunque registrato un 1:23.130, valido per la 15ª piazza. La FP2 ha visto un miglioramento da parte di Albon, che ha mantenuto la 15ª posizione, ma con un tempo significativamente più rapido di 1:21.847. Il britannico ha sfruttato al massimo il tempo in pista, completando ben 21 giri di simulazione gara con pneumatici Hard, un test fondamentale per valutare il degrado e la costanza sul passo gara in vista della domenica. A questi si sono aggiunti 10 giri con gomme Soft, utili per testare la velocità pura su giro singolo. Per Sainz, invece, la FP2 è stata limitata a un breve ma intenso stint iniziale. Il suo 1:22.253 lo ha relegato al 17° posto, con soli nove giri all’attivo prima di rientrare definitivamente ai box, ponendo fine alla sua azione in pista per il venerdì. La delusione per il tempo perduto è palpabile, ma la prudenza del team nel non forzare la mano su un problema ancora da comprendere appieno è stata saggia. Entrambi i piloti, con la loro proverbiale grinta, saranno senza dubbio impazienti di tornare in pista per le sessioni competitive di sabato e domenica. In vista della FP3 di domani, il team Williams affronterà le prossime ore con lo stesso approccio meticoloso delle altre nove scuderie. L’analisi dei quasi cento giri completati sarà cruciale per massimizzare il potenziale della vettura in qualifica. Ogni parametro, dalla gestione delle gomme alla mappatura del motore, dall’assetto aerodinamico all’efficienza del nuovo sistema ibrido, sarà sotto la lente d’ingrandimento degli ingegneri. L’obiettivo è chiaro: tradurre i dati raccolti in prestazioni concrete, trovare quel “sweet spot” che permetta ad Albon e Sainz di esprimere al meglio il potenziale della nuova Williams e di affrontare con fiducia le sfide di una stagione che si preannuncia ardua ma ricca di opportunità.

Il paddock di Melbourne ha vibrato oggi di un’energia particolare, quella che si respira solo quando la storia si prepara a scrivere un nuovo capitolo. Sotto il sole implacabile dell’Albert Park, il team Audi Revolut F1 ha compiuto il suo primo, attesissimo, giorno di prove in un Gran Premio di Formula 1, un battesimo di fuoco che ha segnato l’inizio ufficiale della loro avventura nel circus. È stato un venerdì intenso, metodico e, soprattutto, produttivo per la scuderia tedesca. Le due sessioni di prove libere hanno visto le loro R26 scendere in pista senza intoppi significativi, un risultato tutt’altro che scontato per una vettura completamente nuova e un team che si affaccia per la prima volta a questo livello di competizione. Al volante, l’esperienza di Nico Hülkenberg e la freschezza del giovane Gabriel Bortoleto si sono fuse in un programma di lavoro serrato e disciplinato. Hülkenberg, il veterano, ha svolto il ruolo cruciale di “sviluppatore”, mettendo a disposizione del team la sua vasta conoscenza per affinare il setup e fornire un feedback prezioso sulle prime impressioni della vettura. La sua capacità di tradurre le sensazioni al volante in dati tecnici concreti è stata fondamentale per iniziare a capire il DNA della R26. Accanto a lui, Bortoleto ha affrontato la sua prima vera giornata da pilota di Formula 1, dimostrando una maturità sorprendente e una curva di apprendimento rapida, essenziale per un rookie su una pista tecnica come l’Albert Park, che non perdona errori. Entrambi i piloti hanno completato un programma completo, testando diverse configurazioni aerodinamiche, mappature del motore e strategie di gestione degli pneumatici, con un focus particolare sulla comprensione del comportamento della vettura sia con il carburante leggero per la simulazione di qualifica, sia con un carico maggiore per le prove sul passo gara. La stabilità del telaio, la risposta del propulsore ibrido e l’efficienza della frenata sono stati tra i parametri più attentamente monitorati. Il fatto che le sessioni si siano svolte senza interruzioni per problemi tecnici o incidenti è un segnale incoraggiante sulla robustezza e l’affidabilità iniziali del progetto R26, un lusso che molte nuove squadre non hanno avuto al loro debutto. Il risultato di questo venerdì “senza veli” è una mole significativa di dati grezzi. Questi terabyte di informazioni, raccolti dai sensori disseminati sulla vettura e dalle telemetrie, sono ora il tesoro che gli ingegneri analizzeranno con una precisione quasi forense. Le squadre tecniche, dislocate tra la storica base di Hinwil, cuore dello sviluppo del telaio, il centro di Neuburg, pulsante della power unit Audi, e il reparto specializzato di Bicester, lavoreranno senza sosta nelle prossime ore. Il loro obiettivo è chiaro: trasformare i numeri in prestazioni, ottimizzando ogni parametro in vista della decisiva sessione di qualifiche di domani. Il primo passo è stato compiuto, e l’Audi Revolut F1 Team ha dimostrato solidità e metodo. Nonostante sia solo l’inizio di un lunghissimo viaggio, questo venerdì australiano rappresenta una base solida su cui costruire. Le risposte cruciali sulla competitività della R26 inizieranno a emergere proprio domani, quando il cronometro non lascerà spazio a interpretazioni e il vero potenziale di questa nuova era Audi in Formula 1 comincerà a delinearsi.

Il sipario si è alzato sull’attesissimo Campionato del Mondo FIA di Formula 1 2026, e le prime scintille della nuova stagione hanno illuminato l’asfalto di Albert Park a Melbourne. Mentre le squadre si preparavano per il Gran Premio d’Australia, 58 giri che domenica decreteranno il primo vincitore dell’anno, il vener

Domani segnerà un anniversario significativo per il team Cadillac Formula 1: un anno esatto da quando la loro candidatura è stata ufficialmente accettata nel prestigioso campionato mondiale. È un traguardo che, guardando dal paddock con anni di esperienza, non smette di stupire per la sua audacia e la sua rapidità di esecuzione. Ascoltando le parole di una figura chiave all’interno della scuderia, emerge chiara una profonda consapevolezza della titanica impresa che è stata intrapresa. “Ho una stima estremamente radicata di ciò che serve per costruire un team,” ha commentato, “specialmente in un lasso di tempo così breve, e per riuscire ora a schierare due vetture contro i migliori del mondo.” Questa affermazione racchiude l’essenza della sfida. Costruire un team di Formula 1 non è semplicemente mettere insieme una monoposto; è un’operazione ingegneristica, logistica e umana di proporzioni colossali. In soli dodici mesi, Cadillac ha dovuto assemblare centinaia di professionisti altamente specializzati – dagli aerodinamici ai meccanici, dagli strateghi ai tecnici dei materiali – e forgiare una struttura operativa che spazia tra continenti. Dalle basi di Indianapolis e Charlotte negli Stati Uniti, fulcri di ricerca e sviluppo e, probabilmente, di gestione strategica e integrazione tecnologica, fino alla sede di Silverstone nel Regno Unito, epicentro logistico e operativo per le gare europee e lo sviluppo tecnico più prossimo alla pista. Questo modello distribuito testimonia una pianificazione meticolosa e una capacità di coordinamento eccezionale. Il solo fatto di aver ricevuto l’approvazione è stato un processo arduo, ma trasformare quella carta in due vetture pronte a scendere in pista è un’altra cosa. Significa aver progettato da zero o adattato in tempi record un telaio, integrato una power unit, sviluppato un pacchetto aerodinamico complesso in galleria del vento e tramite simulazioni CFD, e allestito tutte le infrastrutture necessarie per il supporto in pista. “È una testimonianza enorme del lavoro svolto dall’intero team a Indianapolis, Charlotte e Silverstone,” ha continuato il portavoce, sottolineando l’impegno collettivo. Le sfide tecniche, come la gestione del budget cap, l’ottimizzazione delle risorse e l’accelerazione dei cicli di sviluppo tipici della F1, sono state affrontate con una pressione temporale immensa, dove ogni giorno contava per guadagnare millisecondi preziosi sul cronometro e per garantire l’affidabilità. Ma al di là dei numeri e dell’ingegneria, c’è l’elemento umano, spesso sottovalutato ma fondamentale nel mondo ad alta pressione della Formula 1. “Sono fortunato ad aver avuto un posto in prima fila per vedere cosa è stato raggiunto da tutti,” ha aggiunto la fonte, con un tono che rivela profonda gratitudine. “E vorrei ringraziare non solo tutti i membri del team, ma anche tutti coloro che stanno dietro di loro; i familiari e gli amici. Quella è la roccia su cui costruiamo la nostra squadra.” Questo riconoscimento sottolinea il sacrificio personale richiesto in un ambiente così esigente, dove lunghe ore, viaggi costanti e la costante ricerca della perfezione diventano la norma. Il supporto di chi sta a casa è il pilastro invisibile che permette a ingegneri, meccanici e manager di spingersi oltre i limiti. Mentre Cadillac si prepara a celebrare questo

L’aria vibrante di Melbourne è carica di aspettative, e per un giovane talento come quello che si appresta a vestire i colori della Racing Bulls per il suo debutto in Formula 1, l’emozione è palpabile e quasi tangibile. Questo esordio non è solo il culmine di anni di sacrifici e dedizione, ma anche il banco di prova definitivo dopo un inverno di preparazione estenuante. La transizione dalla Formula 2 alla massima categoria è un salto quantico, non solo in termini di velocità pura, ma soprattutto per le forze G che mettono a dura prova il fisico. Come sottolineato dal nostro esordiente, l’allenamento specifico per il collo è stato un obiettivo primario, una necessità assoluta per resistere alle sollecitazioni brutali che le moderne monoposto impongono in frenata e in curva, forze capaci di deformare anche i fisici più scolpiti. Il simulatore ha giocato un ruolo cruciale in questa fase di preparazione. Non è più un semplice strumento accessorio, ma un vero e proprio laboratorio virtuale dove i piloti possono affinare la loro sensibilità, imparare i tracciati, testare innumerevoli configurazioni e familiarizzare con le complesse procedure di gara, tutto questo prima ancora di mettere una ruota in pista. Per un rookie, ore e ore al sim equivalgono a un bagaglio di esperienza prezioso, una scorciatoia fondamentale per “prendere le misure” a una vettura infinitamente più complessa e potente rispetto a quelle a cui era abituato in F2. Le sessioni di test pre-stagionali, pur limitate dal regolamento, sono state anch’esse un campo di battaglia dove ogni giro è stato spremuto al massimo. In un’epoca dove il tempo in pista è merce rara, la capacità di estrarre il massimo da ogni singola tornata, imparando costantemente e affinando il feeling con la monoposto, è un’arte che solo i migliori riescono a padroneggiare. Per un debuttante, è un processo accelerato di apprendimento in cui ogni sessione, ogni curva, ogni feedback al team è fondamentale per l’ottimizzazione del pacchetto vettura-pilota. Ma lo sguardo della Racing Bulls, e in particolare dei suoi giovani piloti, è già proiettato ben oltre l’imminente stagione. Le rivoluzionarie normative del 2026, con le loro vetture profondamente diverse, sono già un argomento di discussione e pianificazione. La Power Unit, in particolare, è indicata come il cambiamento più significativo. Si parla di un’architettura completamente nuova, con un’enfasi maggiore sulla componente elettrica e l’utilizzo di carburanti sostenibili. Questo comporterà non solo una diversa erogazione di potenza, ma anche una gestione energetica radicalmente innovativa. E qui entra in gioco un aspetto cruciale: il feedback del pilota. Con un equilibrio così delicato tra motore termico ed elettrico, e con una maggiore complessità nel bilanciamento delle prestazioni, l’input diretto e dettagliato del pilota diventerà ancora più influente che in passato, plasmando lo sviluppo della vettura in modi che prima erano impensabili. Sarà la sensibilità del pilota a dettare le direzioni tecniche, un aspetto che la Racing Bulls, con la sua filosofia di valorizzazione del talento, saprà sicuramente sfruttare. Non tutta la preparazione, però, si svolge in pista o al simulatore. L’impegno promozionale è parte integrante della vita di un pilota di Formula 1, specialmente all’interno di un impero come quello Red Bull. L’opportunità di partecipare a eventi come il “Red Bull Moto Jam” a Delhi, sebbene lontano dal contesto agonistico, è preziosa. Permette di connettersi con la vastissima fan base globale del marchio, di rafforzare i legami con gli sponsor e di presentarsi al pubblico con un volto più umano e accessibile. Questi eventi sono un richiamo all’ampio ecosistema Red Bull, dove l’eccellenza sportiva si fonde con l’intrattenimento, e dove i piloti sono ambasciatori globali di un brand che celebra la velocità e l’adrenalina in tutte le sue forme.
🏁 F1 Session Analysis Report
🏁 Position Chart
Evoluzione posizioni giro dopo giro
🏎️ Stint Strategy
Mescole utilizzate per stint
| Driver | Stint 1 | Stint 2 | Stint 3 | Stint 4 | Total Laps |
|---|---|---|---|---|---|
| NOR | HARD (4L) | HARD (6L) | HARD (3L) | SOFT (16L) | 29 |
| VER | MEDIUM (5L) | SOFT (3L) | MEDIUM (5L) | – | 13 |
| BOR | MEDIUM (5L) | MEDIUM (3L) | SOFT (7L) | MEDIUM (1L) | 28 |
| HAD | MEDIUM (9L) | SOFT (6L) | MEDIUM (13L) | – | 28 |
| GAS | MEDIUM (11L) | SOFT (5L) | – | – | 16 |
| PER | SOFT (2L) | – | – | – | 2 |
| ANT | HARD (7L) | SOFT (3L) | SOFT (3L) | HARD (15L) | 31 |
| ALO | SOFT (2L) | SOFT (7L) | SOFT (3L) | SOFT (6L) | 18 |
| LEC | HARD (10L) | SOFT (5L) | SOFT (5L) | HARD (5L) | 30 |
| STR | SOFT (2L) | SOFT (8L) | SOFT (3L) | – | 13 |
| ALB | HARD (11L) | SOFT (8L) | HARD (4L) | HARD (6L) | 32 |
| HUL | MEDIUM (10L) | SOFT (9L) | MEDIUM (10L) | SOFT (5L) | 34 |
| LAW | MEDIUM (8L) | SOFT (6L) | SOFT (1L) | MEDIUM (14L) | 29 |
| OCO | HARD (10L) | SOFT (3L) | SOFT (3L) | HARD (1L) | 29 |
| LIN | MEDIUM (4L) | MEDIUM (1L) | MEDIUM (1L) | MEDIUM (1L) | 30 |
| COL | MEDIUM (10L) | SOFT (6L) | MEDIUM (11L) | – | 27 |
| HAM | HARD (13L) | SOFT (4L) | SOFT (5L) | HARD (10L) | 32 |
| SAI | MEDIUM (3L) | MEDIUM (7L) | – | – | 10 |
| RUS | HARD (5L) | SOFT (4L) | SOFT (3L) | HARD (13L) | 28 |
| BOT | MEDIUM (7L) | SOFT (6L) | MEDIUM (15L) | – | 28 |
| PIA | HARD (10L) | SOFT (3L) | SOFT (9L) | HARD (4L) | 26 |
| BEA | HARD (10L) | SOFT (5L) | HARD (1L) | HARD (15L) | 31 |
📉 Tyre Degradation
Lap time vs età gomma per mescola
🔴🟡⚪ Compound Usage
Giri totali per mescola
Top Teams
| Pilota | Best Target | Giri | Mescola |
|---|---|---|---|
| Lando NORRIS | 1:20.793 | 15 | HARD |
| Max VERSTAPPEN | 1:20.365 | 6 | MEDIUM |
| Isack HADJAR | 1:20.941 | 14 | MEDIUM |
| Charles LECLERC | 1:20.290 | 11 | HARD |
| Lewis HAMILTON | 1:20.049 | 14 | HARD |
| Oscar PIASTRI | 1:19.728 | 12 | HARD |
Midfield
| Pilota | Best Target | Giri | Mescola |
|---|---|---|---|
| Pierre GASLY | 1:22.167 | 7 | MEDIUM |
| Fernando ALONSO | 1:24.662 | 4 | SOFT |
| Lance STROLL | 1:25.816 | 3 | SOFT |
| Esteban OCON | 1:21.179 | 13 | HARD |
| Franco COLAPINTO | 1:22.618 | 13 | MEDIUM |
| Oliver BEARMAN | 1:21.325 | 16 | HARD |
Others
| Pilota | Best Target | Giri | Mescola |
|---|---|---|---|
| Alexander ALBON | 1:21.846 | 14 | HARD |
| Carlos SAINZ | 1:22.253 | 4 | MEDIUM |
📊 Powered by OpenF1 API | Data processed with Chart.js
Generated: 06/03/2026, 11:54:01
🏁 F1 Session Analysis Report
🏁 Position Chart
Evoluzione posizioni giro dopo giro
🏎️ Stint Strategy
Mescole utilizzate per stint
| Driver | Stint 1 | Stint 2 | Stint 3 | Stint 4 | Total Laps |
|---|---|---|---|---|---|
| NOR | HARD (4L) | HARD (6L) | HARD (3L) | SOFT (16L) | 29 |
| VER | MEDIUM (5L) | SOFT (3L) | MEDIUM (5L) | – | 13 |
| BOR | MEDIUM (5L) | MEDIUM (3L) | SOFT (7L) | MEDIUM (1L) | 28 |
| HAD | MEDIUM (9L) | SOFT (6L) | MEDIUM (13L) | – | 28 |
| GAS | MEDIUM (11L) | SOFT (5L) | – | – | 16 |
| PER | SOFT (2L) | – | – | – | 2 |
| ANT | HARD (7L) | SOFT (3L) | SOFT (3L) | HARD (15L) | 31 |
| ALO | SOFT (2L) | SOFT (7L) | SOFT (3L) | SOFT (6L) | 18 |
| LEC | HARD (10L) | SOFT (5L) | SOFT (5L) | HARD (5L) | 30 |
| STR | SOFT (2L) | SOFT (8L) | SOFT (3L) | – | 13 |
| ALB | HARD (11L) | SOFT (8L) | HARD (4L) | HARD (6L) | 32 |
| HUL | MEDIUM (10L) | SOFT (9L) | MEDIUM (10L) | SOFT (5L) | 34 |
| LAW | MEDIUM (8L) | SOFT (6L) | SOFT (1L) | MEDIUM (14L) | 29 |
| OCO | HARD (10L) | SOFT (3L) | SOFT (3L) | HARD (1L) | 29 |
| LIN | MEDIUM (4L) | MEDIUM (1L) | MEDIUM (1L) | MEDIUM (1L) | 30 |
| COL | MEDIUM (10L) | SOFT (6L) | MEDIUM (11L) | – | 27 |
| HAM | HARD (13L) | SOFT (4L) | SOFT (5L) | HARD (10L) | 32 |
| SAI | MEDIUM (3L) | MEDIUM (7L) | – | – | 10 |
| RUS | HARD (5L) | SOFT (4L) | SOFT (3L) | HARD (13L) | 28 |
| BOT | MEDIUM (7L) | SOFT (6L) | MEDIUM (15L) | – | 28 |
| PIA | HARD (10L) | SOFT (3L) | SOFT (9L) | HARD (4L) | 26 |
| BEA | HARD (10L) | SOFT (5L) | HARD (1L) | HARD (15L) | 31 |
📉 Tyre Degradation
Lap time vs età gomma per mescola
🔴🟡⚪ Compound Usage
Giri totali per mescola
Top Teams
| Pilota | Best Target | Giri | Mescola |
|---|---|---|---|
| Lando NORRIS | 1:20.793 | 15 | HARD |
| Max VERSTAPPEN | 1:20.365 | 6 | MEDIUM |
| Isack HADJAR | 1:20.941 | 14 | MEDIUM |
| Charles LECLERC | 1:20.290 | 11 | HARD |
| Lewis HAMILTON | 1:20.049 | 14 | HARD |
| Oscar PIASTRI | 1:19.728 | 12 | HARD |
Midfield
| Pilota | Best Target | Giri | Mescola |
|---|---|---|---|
| Pierre GASLY | 1:22.167 | 7 | MEDIUM |
| Fernando ALONSO | 1:24.662 | 4 | SOFT |
| Lance STROLL | 1:25.816 | 3 | SOFT |
| Esteban OCON | 1:21.179 | 13 | HARD |
| Franco COLAPINTO | 1:22.618 | 13 | MEDIUM |
| Oliver BEARMAN | 1:21.325 | 16 | HARD |
Others
| Pilota | Best Target | Giri | Mescola |
|---|---|---|---|
| Alexander ALBON | 1:21.846 | 14 | HARD |
| Carlos SAINZ | 1:22.253 | 4 | MEDIUM |
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Generated: 06/03/2026, 11:55:12