Gran premio del Bahrain 2025
Dominio McLaren nel Bahrain 2025

Il weekend di F1 ha preso il via in grande stile con una McLaren dominante nel venerdì del Gran Premio del Bahrain 2025, confermando le aspettative della vigilia. La prima giornata di prove libere ha mostrato un eccellente stato di forma per il team di Woking, capace di sfruttare al meglio le mescole messe a disposizione da Pirelli. In particolare, la sessione FP2 – disputata in condizioni più simili a quelle di gara – ha evidenziato il potenziale della McLaren, con Lando Norris e Oscar Piastri nettamente davanti alla concorrenza.
Le mescole protagoniste nel Bahrain 2025
Il venerdì del Bahrain 2025 ha offerto una varietà di soluzioni strategiche, grazie a una gamma di mescole ben distribuita e utilizzata in modo differente dalle squadre. A differenza dell’edizione 2024, in cui la mescola più dura non era stata impiegata, quest’anno ben sette team hanno scelto di montare almeno un set di C1 (la Hard) per ciascuno dei due piloti. Solo Red Bull, Williams e Haas hanno evitato questa scelta, preferendo concentrarsi su C2 e C3. Il quadro generale dei giri percorsi parla chiaro: 184 giri con la C1 (19,41%), 355 con la C2 (37,45%) e 409 con la C3 (43,14%). Una distribuzione che conferma l’importanza delle mescole nel delineare il lavoro del venerdì in F1.
Nel contesto del Bahrain 2025, le condizioni climatiche hanno avuto un ruolo cruciale. Le alte temperature dell’asfalto – ben 38°C nella FP2 – hanno influito direttamente sul comportamento delle mescole, amplificando il degrado termico e mettendo in luce la capacità delle squadre di gestire l’usura. Secondo Simone Berra, Chief Engineer Pirelli, le condizioni sono state molto più difficili rispetto ai test precampionato, quando le temperature erano inferiori di quasi 20 gradi. In queste circostanze, scegliere la mescola giusta non è solo una questione di velocità, ma di sopravvivenza strategica.
Strategia e gestione gomme in F1
Come previsto, nel Bahrain 2025 il degrado termico si è confermato un tema dominante. Non solo l’asse posteriore, ma in alcuni casi anche quello anteriore ha subito una degradazione significativa, complicando i long run e aprendo a scenari di gara con due pit-stop. Le tre mescole disponibili (C1, C2 e C3) sono dunque tutte potenzialmente protagoniste di una gara che si preannuncia vivace, sia dal punto di vista tattico che tecnico. La F1, si sa, non è mai solo velocità: la capacità di leggere le condizioni e adattare il proprio approccio è ciò che separa i vincenti dagli inseguitori.
Il Bahrain è storicamente una pista severa per i pneumatici, e il 2025 non ha fatto eccezione. Il layout del tracciato di Sakhir, combinato con le temperature torride e l’asfalto abrasivo, mette alla prova ogni mescola disponibile. In tal senso, la strategia gomme è parte integrante della preparazione al weekend. Le squadre hanno lavorato con un occhio attento alle performance, ma anche al degrado, cercando di capire quale mescola garantisca il miglior equilibrio tra prestazione e durata in gara.
Le altre categorie: Formula 2 e Formula 3
Non solo F1 nel venerdì del Bahrain 2025. Anche Formula 2 e Formula 3 hanno aperto il loro weekend con sessioni tirate, dove ancora una volta la gestione delle mescole ha fatto la differenza. In Formula 2, la Pirelli ha proposto una combinazione Hard-Soft, identica al 2024, per massimizzare il divario tra le due opzioni e quindi il gioco strategico. Leonardo Fornaroli ha ottenuto la pole position, sfruttando al meglio la mescola Soft. Anche in F3, la scelta della mescola Hard ha rispecchiato le condizioni impegnative della pista, con Rafael Camara in evidenza su tutti.
Anche in queste categorie minori, il focus tecnico si è concentrato sul comportamento delle mescole sotto stress: la capacità di mantenerle in temperatura, la resistenza al degrado termico e l’efficacia nei diversi stint sono stati fattori determinanti. Per i giovani piloti, queste sessioni rappresentano un’occasione per apprendere l’arte della gestione gomme, fondamentale per il loro futuro approdo in F1.