La storia del Gran Premio di Monaco è affascinante e ricca di eventi memorabili. Questa è proprio la Storia del GP di Monaco.
Il Gran Premio di Monaco è uno degli eventi più iconici e prestigiosi nel mondo della Formula 1. La sua storia inizia nel 1929, quando il primo GP di Monaco fu organizzato dall’Automobile Club de Monaco, grazie all’iniziativa di Antony Noghès. Il percorso si snoda per le strade strette e tortuose del Principato di Monaco, offrendo sfide uniche ai piloti a causa della sua difficoltà tecnica e della mancanza di vie di fuga.
Nel corso degli anni, il GP di Monaco è diventato sinonimo di glamour e prestigio, attirando celebrità e appassionati di motori da tutto il mondo. Il circuito cittadino è famoso per le sue curve iconiche, come la curva del Casino, il Tunnel e la stretta curva a gomito del Fairmont Hotel.
Il GP di Monaco è noto anche per le sue gare imprevedibili e spesso drammatiche, dove il talento del pilota può fare la differenza più della potenza della vettura. Molti piloti leggendari hanno lasciato il segno su questo circuito, tra cui Ayrton Senna, che detiene il record per il maggior numero di vittorie a Monaco, e Graham Hill, noto come “Mr. Monaco” per le sue numerose vittorie negli anni ’60.
Oltre alla sua importanza sportiva, il GP di Monaco è un evento sociale di grande rilievo, con numerosi eventi collaterali, feste e la presenza di yacht lussuosi nel porto di Monte Carlo. Questo mix unico di sport, lusso e spettacolo ha consolidato la reputazione del Gran Premio di Monaco come uno degli appuntamenti più attesi e seguiti della stagione di Formula 1.
1950
Al primo giro della gara si verifica un’ondata improvvisa invade la curva del Tabaccaio, si ritirano dieci piloti, ma Fangio riesce a evitarla restando in testa alla gara. Alla fine Juan Manuel Fangio, dopo avere doppiato tutti, e senza grandi problemi, riesce a conquistare la sua prima vittoria in Formula 1.
1955
Ascari al primo giro si ritrova in quarta posizione, preceduto da Fangio, dal compagno di squadra Castellotti e da Moss. Al 10º giro, dietro al leader Fangio, troviamo Moss, poi Ascari. Poco prima di metà gara, Fangio si ritira per la rottura del ponte. Passa così a condurre Moss, Al comando del Gran Premio viene così a trovarsi il regolare Trintignant con la Ferrari. La corsa si conclude con la prima vittoria in Formula 1 di Maurice Trintignant, secondo Castellotti, poiBehra condotta anche dal giovane Cesare Perdisa
1956
la manifestazione fu vinta da Stirling Moss su Maserati, seguito da Peter Collins e Juan Manuel Fangio, che condivisero una Ferrari D50 durante la corsa. Terzo classificato Jean Behra su Maserati
dal 1957 al 1962 non si disputò il gp.
1963
Al via i due piloti della BRM sorpassarono Clark, Al quinto giro il pilota scozzese sopravanzò Ginther e Hill nel corso della diciottesimo giro. Al 78º passaggio Clark fu costretto al ritiro per la rottura del cambio. Hill, passato in testa, condusse fino al termine, vincendo davanti a Ginther, McLaren, Surtees, Maggs e Taylor
1964
Al passaggio numero 16 arrivò il secondo ritiro della gara, dopo il problema a Trevor Taylor per un a perdita di benzina sulla sua BRM; ad alzare bandiera bianca fu Surtees, per un problema alla scatola del cambio.
Ma le sorprese non mancarono: Clark dopo 36 tornate in testa, dovette fare i conti con il motore, iniziando a perdere potenza e lasciando a Gurney e Hill, l`onere di combattere per conquistare la testa della gara.
1965
La corsa vide la vittoria di Graham Hill su BRM, seguito da Lorenzo Bandini su Ferrari e Jackie Stewart su BRM.. Al 79º giro il pilota australiano Paul Hawkins uscì di pista alla chicane finendo nelle acque del porto. Fortunatamente ne uscì illeso.
1966
In questa gara esordì anche la McLaren, un nuovo team guidato dal suo fondatore Bruce McLaren. L’esordio fu sfortunato a causa dei problemi di sviluppo di un motore Ford tipo 406 di derivazione di serie, già sviluppato per Indianapolis con cilindrata ridotta a 2995 cm³ dai 4200 originari. Il progetto si rivelò fallimentare sia per la potenza (meno di 300 CV) sia per l’affidabilità.
1967
1968
Vide la vittoria di Graham Hill su Lotus-Ford, seguito da Richard Attwood e da Lucien Bianchi.
1969
Il Gran Premio di Monaco 1969, XXVII Grand Prix Automobile de Monaco di Formula 1 e terza gara del campionato di Formula 1 del 1969, si è disputato il 18 maggio sul circuito di Monte Carlo ed è stato vinto da Graham Hill su Lotus-Ford Cosworth, ultima vittoria in carriera per il pilota britannico.
1980
La gara veniva condotta da Pironi, ma al 55º giro ruppe una sospensione contro un guardrail.
Passò così a condurre Reutemann, davanti a Laffite, Piquet, Jochen Mass, Mario Andretti e De Angelis.
Negli ultimi giri Mario Andretti fu costretto a una sosta ai box, che gli fece perdere la possibilità di entrare in zona punti.
Reutemann vinse davanti a Laffite e Piquet.
1981
Dietro al brasiliano Senna vi erano Gilles Villeneuve, Nigel Mansell, Carlos Reutemann, Alan Jones, Riccardo Patrese e Elio De Angelis.
Al 32º giro si ritirarono il sesto René Arnoux, Elio De Angelis e Reutemann, Nello stesso giro si ritirò per un guasto del motore Watson, che era quinto.
Vince così il canadese davanti a Jones, Jacques Laffite, Didier Pironi, Eddie Cheever e Marc Surer
1983
Keke Rosberg. nel corso del primo giro, prese il comando del gran premio, Al sesto giro incidente tra Arnoux e Laffite, Arnoux fu costretto al ritiro. A quattro giri dal termine Villeneuve, in grande rimonta, lo superò proprio sul traguardo.
Vince così il canadese davanti a Jones, Jacques Laffite, Didier Pironi, Eddie Cheever e Marc Surer.
1984
Sul circuito monegasco, si abbatté un violento temporale. Al via Alain Prost mantenne il comando, seguito da Nigel Mansell e René Arnoux; alla Sainte Devote, Derek Warwick, per evitare Arnoux, finì contro le barriere; più dietro, proprio il compagno di scuderia di Warwick, Patrick Tambay, finì contro la Renault del britannico; Riccardo Patrese ed Elio De Angelis rimasero bloccati dalle due Renault e furono costretti a fermarsi, per far manovra.
Entrambi i piloti della Renault ne uscirono malconci. Warwick scese dalla sua vettura zoppicando mentre Tambay venne portato via in barella dai commissari, e, una volta in infermeria, gli venne riscontrata la frattura di un perone, causata da una sospensione che nell’impatto ha bucato la scocca. Prost guidava la corsa seguito da Mansell, Arnoux, Michele Alboreto, Niki Lauda e Keke Rosberg. Il pilota della Tyrrell, Stefan Bellof, si portò, già al termine del primo giro, al decimo posto, dopo essere partito ventesimo. Keke Rosberg riuscì a vincere, per la seconda volta nel mondiale, davanti a Nelson Piquet e Alain Prost.
1985
Sul circuito monegasco, fin dalla mattina, si abbatté un violento temporale. Al via Alain Prost mantenne il comando, seguito da Nigel Mansell e René Arnoux; Al giro 19 Senna superò anche Niki Lauda, portandosi in seconda posizione. Proseguì la sua rimonta anche Bellof che, al ventunesimo giro, passò Rosberg, all’uscita del Tunnel. Al giro 23 Manfred Winkelhock fu costretto all’abbandono, dopo un contatto con Rosberg.
Il giro seguente alla curva del Casino Niki Lauda compì un testacoda. Al trentaduesimo giro bandiera rossa, nel momento in cui Senna passava il battistrada Alain Prost, per troppa pioggia. la gara, invece, non riprese, e la classifica venne stilata sulla base dei risultati del giro 31.
1986
Il Gran Premio di Monaco 1986, è la quarta gara del mondiale di Formula 1 del 1986, si è disputato il 11 maggio sul circuito di Monte Carlo ed è stato vinto da Alain Prost su McLaren-TAG Porsche. È l’ultimo Gran Premio disputato da Elio De Angelis, il pilota romano, infatti, perderà la vita nei test privati della Brabham, successivi al Gran Premio, al Paul Ricard.
1987
Dopo la partenza la top 3 restò immutata; La leadership di Mansell durò fino al 30º giro, quando l’inglese dovette ritirarsi a causa di un calo di potenza del turbo., consegnò il primo posto a Senna, che dominò il resto della gara,, regalando ad Alboreto il terzo posto. Quarto fu Berger, davanti a Jonathan Palmer ed Ivan Capelli (entrambi partecipanti al Jim Clark Trophy).
1988
Al via Senna mantenne la prima posizione, mentre Prost fu sopravanzato da Berger, che riuscì ad avere la meglio sul pilota della Ferrari, al 67º giro, però, Senna andò a sbattere alla curva Portier, ritirandosi e regalando la vittoria a Prost. Il francese conquistò quindi la seconda vittoria stagionale, davanti alle due Ferrari di Berger ed Alboreto; quarto chiuse Warwick, seguito da Palmer e Patrese.
1989
Al via Senna mantenne il comando della corsa, Il terzo posto, inizialmente occupato da Boutsen, andò a Modena, il quale risalì la classifica approfittando del ritiro di Mansell e dei contrattempi che colpirono De Cesaris (coinvolto in un contatto con il doppiato Piquet) ed il suo compagno di team Brundle.
1990
Poco dopo la partenza, alla curva Mirabeau Haute Jean Alesi, con una manovra audace, supera Prost che d’istinto allarga; Berger non se ne avvede e tampona la Ferrari. Anche la Brabham di Modena subisce dei danni nella mischia e rimane ferma. L’austriaco e il campione del mondo devono partire con il muletto; la vettura di riserva Ferrari è preparata per Mansell, e ha quindi il cambio a sette rapporti. Al secondo via tutto si svolge regolarmente e Senna mantiene la testa della corsa davanti a Prost, Alesi, Berger, Patrese e Boutsen; Pirro è il primo a ritirarsi, quando il motore della sua Scuderia Italia cede già nel corso del primo giro. Al 35 passaggio, Piquet esce di pista poco prima del tornante del Loews; per ripartire deve essere spinto dai commissari e questo gli costa la squalifica. Con Senna ancora stabilmente in testa e Alesi e Berger in lotta per la seconda posizione, si mette ancora in luce Mansell, che si porta al quarto posto dopo aver sopravanzato Warwick e Boutsen; tuttavia l’inglese si deve ritirare a quindici tornate dal termine, anch’egli per un problema alla batteria. Dietro di loro seguivano Riccardo Patrese, Nigel Mansell e Alain Prost. Nigel Mansell su Williams. Al trentesimo giro Prost riuscì a superare Mansell installandosi in quarta posizione. A questo punto la classifica vedeva Senna, che disponeva di un rassicurante vantaggio su Prost, Mansell, Alesi, Moreno e JJ Lehto. Prost, però, aveva problemi con un dado della ruota anteriore destra, allentatosi, e che gli fece perdere una posizione nei confronti di Mansell. A detta di Cesare Fiorio, direttore tecnico della scuderia, ciò era dovuto al fatto che Prost aveva comunicato troppo tardi la sua intenzione di fermarsi per una sosta, mentre quest’ultimo, in silenzio stampa nei confronti dei giornalisti italiani, si rifiutò di dare la propria versione dei fatti.
1991
1992
1993
1994
Alla partenza Senna mantenne la testa della corsa nonostante l’ottimo scatto di Stefano Modena. Dietro di loro seguivano Riccardo Patrese, Nigel Mansell e Alain Prost. Nigel Mansell su Williams. Al trentesimo giro Prost riuscì a superare Mansell installandosi in quarta posizione. A questo punto la classifica vedeva Senna, che disponeva di un rassicurante vantaggio su Prost, Mansell, Alesi, Moreno e JJ Lehto.
Prost, però, aveva problemi con un dado della ruota anteriore destra, allentatosi, e che gli fece perdere una posizione nei confronti di Mansell. A detta di Cesare Fiorio, direttore tecnico della scuderia, ciò era dovuto al fatto che Prost aveva comunicato troppo tardi la sua intenzione di fermarsi per una sosta, mentre quest’ultimo, in silenzio stampa nei confronti dei giornalisti italiani, si rifiutò di dare la propria versione dei fatti.
1995
1996
1997
Michael Schumacher mantenne il comando dalla pole position, mentre alle sue spalle Coulthard e Mika Häkkinen rimasero bloccati dietro alle due Jordan di Jarno Trulli e Heinz-Harald Frentzen. Barrichello partì male, venendo superato da Jean Alesi e Ralf Schumacher. Dietro a Michael Schumacher, sempre saldamente in testa, si trovavano Coulthard, Frentzen, Barrichello, Fisichella, Irvine e Salo. In testa passò quindi Coulthard, seguito da Frentzen e Barrichello, in lotta per il secondo posto.
Häkkinen, pur avendo marcato il giro più veloce in gara, giunse solo sesto, addirittura doppiato dal compagno di squadra.
1998
Michael Schumacher mantenne il comando dalla pole position, mentre alle sue spalle Coulthard e Mika Häkkinen rimasero bloccati dietro alle due Jordan di Jarno Trulli e Heinz-Harald Frentzen. Barrichello partì male, venendo superato da Jean Alesi e Ralf Schumacher. Dietro a Michael Schumacher, sempre saldamente in testa, si trovavano Coulthard, Frentzen, Barrichello, Fisichella, Irvine e Salo. In testa passò quindi Coulthard, seguito da Frentzen e Barrichello, in lotta per il secondo posto.
Häkkinen, pur avendo marcato il giro più veloce in gara, giunse solo sesto, addirittura doppiato dal compagno di squadra.
1999
2000
Alla partenza Coulthard sopravanzò Montoya e si portò in testa alla corsa. Trulli si portò in quinta posizione, passando Räikkönen e Barrichello, superato anche dal pilota finlandese della McLaren.
Al 40º giro Barrichello tentò di sopravanzare Räikkönen, ma sbagliò la manovra e tamponò violentemente il finlandese. Entrambi riuscirono a tornare ai box per riparare le vetture, ma il pilota della McLaren si ritirò precauzionalmente vista l’estensione dei danni riportati dalla sua McLaren. Barrichello nel corso del 44º passaggio, un drive through per aver superato la velocità massima consentita nella corsia dei box. I tre mantennero le posizioni fino al traguardo,
2003
Al via Ralf Schumacher mantenne la testa della corsa. Alle sue spalle Montoya sopravanzò Räikkönen, mentre più indietro Alonso infilò sia Coulthard che Barrichello. Montoya ottenne la prima vittoria stagionale per sé e per la Williams dopo un inizio di stagione non esaltante, precedendo sul traguardo Räikkönen, Michael e Ralf Schumacher, Alonso, Trulli, Coulthard e Barrichello.
2004
Al via scattò bene Trulli, che mantenne la prima posizione. Alle sue spalle si inserì il suo compagno di squadra Alonso, seguito da Button, Sato, autore di una buona partenza dalla settima posizione, Räikkönen, Michael Schumacher e Barrichello. . A punti chiusero Montoya, Massa, Da Matta, Heidfeld e Panis.
2006
La gara è dominata da Fernando Alonso, che sfrutta al 100% la pole. Però il merito non è tutto dell’asturiano. Infatti dietro alla Renault, c’erano Kimi Räikkönen e Mark Webber. L’australiano avrà anche un momento di illusione, il passaggio in testa al giro 24, causa la sosta di Alonso e del finlandese. Però Webber mollerà al giro 48, mentre era in terza piazza, entra la safety car e al giro 51 è la volta del ritiro di Raikkonen lasciando campo libero a Montoya (30º ed ultimo podio per lui) e ad un sorprendente Coulthard, terzo con la Red Bull, la quale conquista il podio per la prima volta sfruttando il ritiro di Jarno Trulli e la penalità inflitta a Barrichello. Eccezionale la rimonta di Michael Schumacher che, partito ultimo, riesce ad agguantare un insperato quinto posto.
2007
2008
Al via, Barrichello sopravanza la Ferrari di Räikkönen e le due Brawn si trovano subito in testa, davanti al finlandese, a Vettel, Massa e Rosberg. Nelle retrovie, Hamilton, partito 19º, sorpassa le Toyota. Vettel, quarto, inizia a registrare un deterioramento delle gomme supersoft dopo poche tornate;
Button conquista la sua quinta vittoria stagionale
2010
Alla partenza Sebastian Vettel (partito terzo) subito riesce a sopravanzare Robert Kubica (secondo), ma nel corso nel primo giro Nicolas Hülkenberg urta la sua Williams contro le barriere nel Tunnel ed è costretto al ritiro; la monoposto rimane però in mezzo alla traiettoria ed è così necessario l’ingresso in pista della Safety Car.
La corsa si svolge regolarmente fino al 74º giro quando alla curva Rascasse avviene un incidente tra Jarno Trulli e Karun Chandhok che costringe la Safety Car a entrare in pista per la quarta volta. Il Gran Premio termina con il rientro in pista della Safety Car, ma nonostante ciò Schumacher supera Alonso all’ultima curva raggiungendo la 6ª posizione.
La gara si conclude con la vittoria di Webber, con Vettel e Kubica a completare il podio. A punti finiscono Massa, Hamilton, Alonso, Rosberg, Adrian Sutil, Vitantonio Liuzzi e Sébastien Buemi.
2011
In partenza Vettel riesce a mantenere la testa e si invola subito davanti a Button e Alonso, che riesce a precedere Webber. Rosberg riesce a superare Schumacher e Massa, anche grazie all’indecisione allo start del sette volte campione del mondo, il quale perde ben tre posizioni. Hamilton mantiene il nono posto, mettendosi dietro Schumacher, che però lo supera subito al tornantino della Vecchia Stazione (Mirabeau).
la gara viene quindi sospesa con la bandiera rossa al 72º giro.
Le vetture vengono schierate sulla griglia di partenza nell’ordine che occupavano fino a quel momento, con Vettel davanti ad Alonso, Button, Kobayashi, Webber, Maldonado e Hamilton. itiro. A punti chiudono anche Heidfeld, Barrichello (che porta alla Williams i primi punti della stagione) e Buemi.
2012
Alla partenza tutti i piloti optano per gomme super-soft, tranne Sebastian Vettel e Jenson Button. Mark Webber prende al via il comando della gara, seguito da Nico Rosberg, Lewis Hamilton, Fernando Alonso, Felipe Massa e Sebastian Vettel. Romain Grosjean cerca di passare
Nico Rosberg vince per la seconda volta nel mondiale, precedendo le due Red Bull Racing di Sebastian Vettel e Mark Webber.[28]
2014
Nico Rosberg è costretto, prima del via, a sostituire la frizione.[20] Pastor Maldonado non riesce a prendere il via per il giro di formazione ed è costretto al ritiro.
Rosberg scatta al comando, seguito da Lewis Hamilton, poi Sebastian Vettel, Kimi Räikkönen, Daniel Ricciardo e Fernando Alonso. Al Mirabeau Sergio Pérez viene colpito da Jenson Button: la vettura si intraversa e si pone in mezzo al tracciato, costringendo i commissari di gara a inviare in pista la safety car.
Nico Rosberg vince per la seconda volta consecutiva a Monaco e torna in testa al mondiale. Secondo giunge Lewis Hamilton, che negli ultimi giri riesce a non farsi sopravanzare da Ricciardo. Jules Bianchi chiude nono, conquistando i primi punti iridati per lui e per la Marussia.[21]
2015
La maggior parte dei pilota optò, per il via, con gomme supermorbide, mentre Hülkenberg, Alonso, Bottas, Stevens e Merhi optarono per la mescola morbida. Sulle vetture della Marussia venne apposto un logo con le iniziali di Jules Bianchi e il suo numero, il 17. Il pilota francese era ricoverato da circa sei mesi a Nizza, a seguito dei postumi per l’incidente patito nel Gran Premio del Giappone 2014.
Lewis Hamilton comandò la gara agevolmente nei primi giri, mentre Vettel non riuscì ad avvicinarsi a Rosberg. Si staccarono invece le due Red Bull Racing, dietro al tedesco della Ferrari. Al quinto giro Max Verstappen urtò la vettura di Maldonado, all’uscita della chicane del porto, perdendo alcuni pezzi del suo alettone anteriore. Il giro seguente Verstappen passò, alla Sainte Devote, Maldonado, conquistando così l’ottavo posto. Il venezuelano però scontava dei problemi ai freni della sua Lotus e, poco dopo, fu costretto al ritiro.
2016
Hamilton, al giro 7, comandava con 2 secondi e 2 decimi di margine su Rosberg, 4″2 su Vettel, 6″1 su Kvjat, 8″5 su Ricciardo, 9″9 su Räikkönen e 12″8 su Pérez. Il ritmo dei piloti rallentò, nel tentativo di economizzare su freni e gomme. Al giro 13 Carlos Sainz Jr. fu il primo pilota a effettuare la sosta per il cambio delle gomme.
Al diciottesimo giro Hamilton doppiò le due Marussia, ma il pilota britannico venne rallentato da Merhi. Il britannico fu comunque capace di migliorare il suo ritmo, tanto da ampliare, al giro 24, il suo vantaggio su Rosberg a 4″7; seguivano Vettel e le due Red Bull, di Kvjat e Ricciardo, quest’ultimo in crisi con gli pneumatici.
Nico Rosberg era al comando con tre secondi e mezzo su Vettel e Hamilton. Kvjat, su indicazione della sua scuderia, lasciò passare il compagno di team Ricciardo, all’uscita del tunnel. Poco dopo, l’australiano realizzò anche il miglior tempo sul giro in gara, con 1’18″063. Ricciardo riuscì anche ad approcciarsi alla coppia Vettel-Hamilton, ma senza possibilità di sorpasso, tanto che, all’ultimo giro, rese la posizione a Kvjat.
2016
Al contrario delle altre sessioni del week-end, il Gran Premio di Monaco 2016 si è tenuto con pista bagnata.
Al cinquantottesimo giro Nico Rosberg cerca di passare Alonso, ma va lungo alla chicane e ricede la posizione. Nello stesso giro Ricciardo è autore di un bloccaggio delle ruote, ma rimane nel tracciato. Dieci giri dopo la direzione di gara ristabilisce la safety car virtuale, sul rettifilo dei box, per un telone di plastica sceso sulla pista, e presto rimosso.
Negli ultimi minuti di gara torna la pioggia, debole, sulla pista, senza però che questo comporti difficoltà per i piloti. All’ultimo giro Nico Hülkenberg passa Nico Rosberg, proprio sulla linea di arrivo.
Lewis Hamilton conquista il quarantaquattresimo successo nel mondiale di F1, la prima vittoria dal Gran Premio degli Stati Uniti 2015
2017
Al via Kimi Räikkönen mantiene il comando, davanti al compagno di scuderia Sebastian Vettel, che riesce a difendere la seconda piazza da Valtteri Bottas. Seguono poi le due Red Bull Racing, Carlos Sainz Jr. e Romain Grosjean.
Al giro 64, in regime di vettura di sicurezza, l’altra Sauber, quella di Marcus Ericsson, termina contro le barriere alla santa Devota, proprio nel punto nel quale l’asfalto presenta dei problemi.
Alla ripartenza della gara i primi mantengono le posizioni, mentre Stoffel Vandoorne, che era decimo, passato da Sergio Pérez, termina la sua gara contro le protezioni, alla Rascasse. Pochi giri dopo, sempre nello stesso punto, il messicano colpisce la vettura di Daniil Kvjat, che è costretto al ritiro.
2018
La partenza è regolare, con Daniel Ricciardo che si porta in testa, seguito da Sebastian Vettel, Lewis Hamilton, Kimi Räikkönen, Valtteri Bottas ed Esteban Ocon. Nelle retrovie Max Verstappen, partito ultimo, è capace di guadagnare diverse posizioni, mentre Sergej Sirotkin è penalizzato con un drive-through per il ritardo con cui le gomme sono state fissate, quando la vettura era sulla griglia di partenza.
Al nono giro, l’altro pilota della Williams, Lance Stroll, subisce una foratura ed è costretto a una sosta ai box. Al dodicesimo giro Hamilton anticipa la sua sosta, montando gomme ultrasoft. Quando rientra in pista, il britannico passa Ocon, subito dopo il tunnel. Tra il sedicesimo e il diciassettesimo passaggio effettuano la sosta anche Vettel, Ricciardo e Bottas. La classifica non muta.
Attorno al ventottesimo giro la Red Bull Racing di Ricciardo presenta dei problemi di potenza, che consentono a Vettel di avvicinarsi all’australiano. Il tedesco però non ha la velocità sufficiente per attaccare il leader della gara, cosa che fa avvicinare ai due anche Hamilton. Anche Bottas si è nel frattempo avvicinato a Kimi Räikkönen. Al giro 47 si ferma anche Verstappen, per la sua sosta; l’olandese esce dalla zona punti.
Tre giri dopo effettua la sosta anche Nico Hülkenberg, che scala al decimo posto. Al giro 52 termina la gara per Fernando Alonso, che è costretto all’abbandono per un guasto al cambio, mentre lottava con Gasly per la sesta posizione. Sainz Jr. fa passare il compagno di team Hülkenberg, per l’ottavo posto. Lo spagnolo cerca così di proteggerlo dall’arrivo di Verstappen. Il pilota della Red Bull passa lo spagnolo al cinquantasettesimo giro, dopo il tunnel, e conquista la posizione.
La gara rimane con posizione congelate fino al giro 70, quando Charles Leclerc tampona, dopo il tunnel, Brendon Hartley: entrambi sono costretti al ritiro. La direzione di gara impone la Virtual safety car. Al termine della stessa Ricciardo vede ampliato il margine su Vettel.Daniel Ricciardo s’impone per la settima volta nel mondiale, davanti a Vettel e Hamilton.[19]
2019
Il via è regolare, con Lewis Hamilton che mantiene il comando della gara, mentre Valtteri Bottas resiste all’attacco di Max Verstappen; seguono poi Sebastian Vettel, Daniel Ricciardo, Kevin Magnussen, Pierre Gasly, Carlos Sainz Jr. e le due Toro Rosso. I primi quattro riescono subito a creare un certo margine rispetto al resto del plotone.
Partito dalle retrovie, Charles Leclerc passa prima, al tornantino, Al giro 15 c’è un contatto tra Robert Kubica e Antonio Giovinazzi, alla Rascasse. Poco dopo si ritira Leclerc, col fondo della vettura troppo danneggiato.
La direzione di gara decide di penalizzare di 5 secondi Max Verstappen per essere stato rimandato in pista non in condizioni di sicurezza dopo un pit stop, con conseguente contatto avvenuto con Bottas nella pit lane. Dopo la sosta Hamilton non riesce a creare un vero margine sull’olandese della Red Bull Racing, staccato di pochi decimi. Al giro 30 si ferma anche Carlos Sainz Jr., che scala in ottava posizione. Un giro dopo è il turno per Daniil Kvjat. Al trentottesimo giro Lance Stroll, undicesimo, va lungo al Loews: cerca di approfittarne Kimi Räikkönen, che però non trova lo spazio sufficiente.
Due giri dopo il canadese della Racing Point effettua il suo pit stop, così come Alexander Albon. Scala quinto Grosjean, che monta ancora le gomme soft che aveva alla partenza. Al quarantaseiesimo giro si ferma Kimi Räikkönen, che ha creato alle sue spalle un trenino di diverse monoposto. Quattro giri dopo c’è la sosta per Grosjean.
Nella parte finale di gara Verstappen sembra poter mettere pressione su Hamilton, che si lamenta per la precarietà dei suoi pneumatici. Al giro 62 Pierre Gasly effettua la seconda sosta, per montare gomme soft, e cercare così di ottenere il punto bonus per il giro veloce, avendo un largo margine sul sesto posto.
Verstappen cerca, in un paio di occasioni, l’attacco al tornantino, che però viene ben chiuso da Hamilton. Al giro 75 l’olandese rompe gli indugi e attacca il campione del mondo, all’uscita del tunnel. La sua monoposto tocca quella del britannico, che però resiste in testa, e conquista la sua settantasettesima vittoria e il centoquarantesimo podio. Max Verstappen, secondo al traguardo, è penalizzato di 5 secondi, e scala perciò quarto, alle spalle di Sebastian Vettel e Valtteri Bottas. Si spezza così la striscia di 5 doppiette consecutive per la Mercedes. All’arrivo i tre piloti sul podio indossano un cappellino rosso, in onore di Niki Lauda.[20]
2021
Max Verstappen, scattato dalla seconda piazzola, mantiene il comando, su Valtteri Bottas, Carlos Sainz Jr., Lando Norris, Pierre Gasly, Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Sergio Pérez. La gara rimane congelata per moltissimi giri. Verstappen mantiene sempre la prima posizione, con un margine di circa un secondo e mezzo su Bottas. Solo verso il ventesimo giro l’olandese amplia il distacco dal finlandese a quasi cinque secondi mentre, a sua volta, è Sainz Jr. a chiudere la distanza su Bottas.
Al ventinovesimo giro Hamilton è il primo pilota a effettuare la sosta: il campione del mondo passa a gomme dure. Il giro successivo vanno ai box anche Bottas e Norris. La gomma anteriore destra del pilota della Mercedes non si sfila e Bottas è costretto al ritiro. Anche Gasly va al cambio gomme, e rientra in gara davanti a Hamilton. Al trentunesimo giro si ferma Vettel: il tedesco dell’Aston Martin rientra in gara davanti a Gasly e Hamilton. Due giri dopo si ferma Sainz Jr. e il giro successivo anche Verstappen. Le soste non modificano la graduatoria. Al comando c’è Pérez, che non ha ancora cambiato gli pneumatici, seguito da Verstappen, che è davanti a Sainz Jr. e Norris. Quando il messicano si ferma per il pit stop, Verstappen torna al comando. Pérez rientra in quarta posizione.
Nella parte finale della gara Sainz Jr. sembra potere ridurre il distacco su Verstappen, che pare lamentarsi per una perdita di potenza della sua power unit. Anche Pérez sembra potersi ingaggiare con Norris per il terzo posto, ma alla fine sia lo spagnolo che il messicano dovranno desistere. Hamilton, impossibilitato a passare Gasly, si ferma a sostituire le gomme e conquista il giro veloce, che gli garantisce il punto addizionale.
Verstappen chiude la gara con una vittoria, la dodicesima in carriera.
2022
La pioggia colpisce il circuito pochi minuti prima della partenza. I piloti optano, inizialmente, per montare gomme da bagnato intermedio ma la consistenza delle precipitazioni li costringe a passare alle full wet. La pioggia porta a un primo rinvio della partenza alle 15:09, poi alle 15:16. La direzione di gara prevede, inoltre, un giro di ricognizione dietro alla safety car. Al termine di due giri di formazione viene esposta la bandiera rossa, che rinvia la partenza.
Il Gran Premio inizia con circa un’ora di ritardo, rispetto a quanto previsto, a causa di un problema all’impianto semaforico sulla linea d’arrivo.[62] Tenuto conto del doppio giro di formazione, la gara viene anche accorciata di un giro. La pioggia è, nel frattempo, cessata ma la pista risulta ancora molto umida, tanto che le vetture montano gomme da bagnato estremo. Il via, senza giro di formazione, viene dato dietro alla safety car, che resta in pista per due giri. Pur in regime di vettura di sicurezza Nicholas Latifi va lungo al tornante, mentre Lance Stroll colpisce le barriere al Massenet. Entrambi sono costretti ai box.
Pérez mantiene il comando del Gran Premio alla ripartenza, anche se è costretto a un bloccaggio delle ruote al Mirabeau alto. Sainz Jr. cerca di avvicinarsi al messicano, ma senza avere possibilità di sorpasso. Alle sue spalle si avvicina Verstappen, pressato, a sua volta, da Leclerc. Alle loro spalle ci sono, staccati, Russell, Norris e Alonso che, molto lento, forma un piccolo plotone di vetture alle sue spalle. Al cinquantunesimo giro Lando Norris va ai box, per montare gomme medie. Nello stesso giro Zhou cerca di passare Tsunoda, all’uscita del tunnel, ma rischia di perdere il controllo della sua Alfa Romeo. Nei giri finali Pérez subisce il graining nelle gomme, che dà qualche speranza di sorpasso a Sainz Jr.. Lo spagnolo si avvicina in diverse occasioni al messicano, ma senza poterlo impensierire. Anche i doppiaggi non regalano allo spagnolo nessuna opportunità di passare.